Vincenzo Santalucia

Lo chef Vincenzo Santalucia predilige per i suoi piatti l'uso di prodotti di stagione della sua terra, la Sicilia. Questo si traduce in sapori, consistenze, gusti migliori e più autentici legati alla tradizione e rivisitati in chiave moderna. La sua cucina è una combinazione di semplicità e raffinatezza con un forte sguardo al passato e un approccio deciso alla tradizione siciliana.

"...raccontare la Sicilia attraverso il cibo per scoprire un vero e proprio viaggio nel tempo..."

La storia di Vincenzo Santalucia inizia a Siculiana, in Sicilia, dove nasce nel 1985. Sono due i fattori che influenzano lo Chef del ristorante “La Scala”: il territorio che lo circonda e la famiglia. Da sempre Vincenzo cucina utilizzando ingredienti della sua terra, generosa e piena di delizie amate in tutto il mondo. Ma i sapori, gli odori e i colori della Sicilia non sono l’unico elemento destinato a finire nei piatti dello Chef Santalucia: nelle sue pietanze finiscono anche le ricette di nonna Rosa, del nonno Giacomo - intenditore di selvaggina siciliana – e anche quelli del bisnonno, Rais della tonnara di Siculiana Marina (vicino Agrigento).

Grazie a queste influenze Vincenzo decide di indirizzarsi verso una cucina che usa prodotti freschi, locali e di stagione, intraprendendo così una vera e propria opera di riscoperta e divulgazione del patrimonio culinario siculo. Santalucia ha affinato la sua maestria nelle più belle e prestigiose location italiane e internazionali, come Cortina, l’Hotel Miramonti Majestic, l'Hotel Baglioni a Firenze e la Villa San Michele di Fiesole dell’esclusiva catena Orient-Express.

Ritorna definitivamente in Sicilia a maggio del 2015 e sceglie Agrigento come sede del suo primo ristorante, “La Scala”.

Vincenzo Santalucia Chef
Vincenzo Santalucia Chef

"Nel tempo penso di essere riuscito a creare una cucina siciliana rispettosa della tradizione, ma non vincolata ad essa, basata in primis sulla massima qualità dei prodotti locali. La mia cucina predilige sapori decisi. Ad emergere è chiaramente il forte senso di appartenenza a una terra e alla sua storia: se chiudo gli occhi ricordo ancora il sapore del pane cotto a legna, delle sarde a beccafico e dell'insalatina di foglie di capperi che mia nonna materna Rosa mi cucinava da piccolo dopo essere tornato da scuola. Era una maestra della cucina siciliana, preparava i famosi 'maccarruna' arrotolandoli prima a un ferretto e mettendoli poi ad asciugare su una canna di fiume. Mi insegnava già da piccolo tutti i suoi trucchi, che custodisco gelosamente. Semplicità e ricordi, questi sono i segreti della mia cucina."

''La cucina è il mio gioco preferito come ritornare da bambino. Le mie specialità sono la Terrina di alici, il Polpo a strascinasale, la pasta con le sarde a Mare del bisnonno Antonino, Rais delle tonnare di Siculiana Marina, la Parmigiana lasciata nel forno a pietra, il Timballo di anelletti alla norma della domenica, il Tiramisù di carrube, il Cannolo (la cialda creata con la madre di aceto vecchio del nonno Giacomo) con crema di ricotta e salsa alle arance amare di valle Caternini (mia piccola azienda agricola), Minestra di seppie (omaggio a Siculiana, il mio paese, dove ho trascorso la mia infanzia), la Minestra d'aragosta (ricetta custodita da consigli di un vecchio pescatore di Sciacca)."